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E INVECE NOForse bastava respirare
solo respirare un po’ Fino a riprendersi ogni battito e non cercare l’attimo per andar via Non andare via Perché non può essere abitudine Dicembre senza te
Chi resta qui spera l’impossibile Invece no non c’è più tempo per spiegare Per chiedere se ti avevo dato amore Io sono qui… E avrei da dire ancora, ancora... Perché si spezzano tra i denti le cose più importanti Quelle parole Che non osiamo mai E faccio un tuffo nel dolore per farle risalire Riportarle qui… Una per una qui Le senti tu…pesano e si posano per sempre su di noi E se manchi tu Io non so ripeterle Io non riesco a dirle più! Invece no qui piovono i ricordi Ed io farei di più di ammettere che è tardi Come vorrei… Potere parlare ancora, ancora E invece no! Non ho! Più tempo per spiegare Che avevo anch’io, io! Qualcosa da sperare davanti a me Qualcosa da finire insieme a te Forse mi basta respirare solo respirare un po’ Forse è tardi, forse invece no Laura Pausini MA C'è DAVVERO QUALCUNO QUA DENTRO??cosa può essere capace di turbare un soave aperitivo in centro con un'amica mentre chiacchierate di uomini e scarpe? l'immagine di un tuo ex con passeggino e moglie al seguito credo sia perfetta. tanto più se tale ex è colui che sbaraglia i concorrenti nella tua classifica personale come uomo che ti ha baciata meglio in assoluto (ognuno di noi in effetti nasce con una attitudine in particolare). ora, questo è quello che ho visto ieri dopo aver sbattuto sull'immagine di una tipa con gonna viola a pois, golfino giallo e fascia nera sui capelli. ' Nì questa crede di essere come Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany' ' hum...o Audrey dopo aver vomitato la colazione?!?' ecco, dopo questa melanzana fritta che passeggiava al corso.. 'Chi.. girati lentamente.. alla tua destra... ci sono 3 persone...' Mi giro...ed eccolo li...bello come il sole..passeggino e moglie ( un cesso ovviamente!) a trazza.. rimango allibita per 3 minuti...poi: 'Nì..secondo me il passeggino è vuoto..ora mi alzo e vado da loro dicendo SCUSA MA C'è QUALCUNO QUA DENTRO??' 'ahahah' 'e comunque..lei è un uomo..davvero non se lo merita..con quelle spallone..ma dai su..ma cavolo...da quanto saranno sposati??' 'boh...settembre ottobre credo...' E IO??IO COSA STAVO FACENDO A SETTEMBRE-OTTOBRE?? le parole che fanno male
mi ha procurato un mal di testa terribile, forse inconsciamente ne ho
anche approfittato dato che era da un pò che non piangevo così tanto. e
quindi via così ieri sera a intermittenza , più tutta una serie di
inconvenevoli voglie di peggiorare la situazione, del tipo ascolto
Everybody hurts dei REM così piango meglio. non ci fosse stato Claudio
Santamaria in tv a tarda sera non so per quanto avrei continuato.
incolumisenti
ci son giorni che me lo chiedo in modo insistente
che cos'è che ci manca davvero
che cos'è che ci rende distanti
a circondarci di piccole ed effimere illusioni
che si trascinano poi in eterni rancori
(verso di loro,ma poi siamo noi)
mi chiedo
se ci si conoscerà mai per il vero
o continueremo a intessere di alibi il mondo
(o la mia cameretta, non fa differenza)
e le nostre vite
e i nostri amici
se esiste il bene assoluto
quello si dice vogliamo per gli affetti più grandi
( e io potessi ti porterei lontano,
a proteggerti da tutto
ma a salvarti anche da me)
cosa ci rende cattivi
gli uni con gli altri
in infiniti e piccoli giochi
che se guardi dall'alto ti dissoci dal marcio
eppure quello in fondo sei tu
e a cosa serve
a cosa servo
che cosa risolvo e che cosa dissolvo
(vorrei essere un fiore incolume dal mondo che guarda da una finestra il solo infinito che è il mare)
e tutto è deciso
tutto inagibile
tutto precluso
fino al mattino
e li a riordinare i cassetti
di fiori infiniti
ed invernali pensieri
non esistee non esiste quell'attimo che ho perso
(che scappa sempre con i tuoi vestiti addosso)
e non esiste che e' scontato che esistiamo ...cosi come è scontato che esiste la neve ....e non esiste neanche l'alito del mondo
e non esistono le stagioni e i cambi di umore
non esiste salvarmi dalle attitudini
e non esiste neanche l'amore
e non esiste il tuo chiedermi scusa se t'amo
e non esiste il "trattienimi l'anima" intanto che fuggo tra i vicoli del gioco
e tu
sei gia' storia della mia storia e forse esisti tu, paragrafo del cielo
e allora esiste il cielo
Perche' a volte mi ritrovo a pensarti,quasi come se perlassi di te,perche' a volte cerco, a volte volo
per te
ma non so se tutto questo e' un confine
o uno spazio sempre nuovo per te
(e forse esisti tu, paragrafo del cielo. e allora esiste il cielo)
Perche' a volte mi ritrovo a pensarti
quasi come se parlassi di te perche' a volte cerco, perche' a volte volo, per te è luna crescente questa lacrima tu sabbia e deserto
giochi su di me
Perche' a volte mi ritrovo a pensarti,quasi come se perlassi di te.. ma non so se tutto questo e'un confine, o uno spazio sempre nuovo per te. (MANGO-DENTRO ME TI SCRIVO) la notte a nuorola notte a Nuoro è un cielo strano
di finestre inanimate e accese
e io sono solo un puntino rosso che piano piano si spegne.
la notte a Nuoro c'è il silenzio quello vero
che a Sassari e a Cagliari è un fruscio insistente
a volte snervante.
la notte Nuoro è ancora più seria
e ti avvolge una nube spessa
che ci raccoglie tutti
come fossimo un niente.
la notte Nuoro ci sostiene dal mondo
e ci porta ancora piùlontano dal resto
dove niente ci tocca
e si spegne anche il vento.
la notte a Nuoro sembra che sia notte davvero,
sembra un pò come una scia
una fine fiabesca
che dura oltre il mattino
che da le spalle sul monte
e scende piano e sospesa
fino al mare.
specchioLa verità è che quando son venuta a Cagliari non son venuta ad aprire quelle fottute tende. e non ti ho neache portato al mare. son le uniche cose che non ho fatto, ed entrambe ti riguardavano. certe cose si capiscono solo col tempo, solo dopo che ti sei fermata, solo dopo che ti sei allontanata, solo dopo che ho incrociato il tuo sguardo.
la verità è anche che non potevo farlo, non potevo perchè non c'ero davvero, e perchè la tua sofferenza era troppo simile alla mia, e non volevo incontrarti, non volevo passare del tempo con te. non potevo farlo.
si obiettivamente son stata una stronza. non oggivorrei togliere questo giorno dal calendario
vorrei levarmi la tua immagine li dentro
vorrei portarti di nuovo al mondo
vorrei sapere cos'hai da dire
perchè lo so che hai qualcosa da dire.
questo giorno mi fa proprio incazzare.
questo giorno mi ricorda che non ci sei.
e allora questo giorno non esiste.
spine
L'ultimo film insieme - Michele Zarrillo
Scivola via questa canzone mi fa pensare. mi pensare che tante cose son più semplici di quanto uno non creda. o non voglia. mi fa pensare che a volte vogliamo che le cose siano complesse, problematiche, e invece è solo una questione di orgoglio, che non si sa da dove nasca ma c'è.e una questione di regole, di formalismi, di galateo anche.mi viene da pensare che invece non sarò mai nella tua testa per sapere davvero, e quindi mi rimane fidarmi delle mie sensazioni, fidarmi di me. mi viene da pensare poi a questa fottuta paura che si prova troppo spesso,e soprattutto per le cose più piccole e semplici, come una parola in più, uno sguardo troppo intenso, una mano che non sfiora. un sorriso che oggi non vedo e forse il prossimo non sarà comunque come quello di ieri. un saluto che è stato troppo freddo, e mi dispiace essere stata così gelida ed esserlo spesso anche quando mi baci e non stai partendo. mi fa paura anche avere incontrato te ieri così per caso, perchè il caso mi spiazza e avrei voluto prenderti a parole e invece ti ho abbracciato e basta come si fa con un amico che non vedi da 3 mesi.meglio così forse.eppure ho paura che poi tutto mi scivoli addosso come mi sta capitando per altre 3 o 4 persone che non sanno che io non m'incazzo più, non mi viene proprio.fate quello che volete.io guardo le cose attraverso un vetro e quello che fate mi suscita solo una profonda tristezza.. che mi fa allontanare dai LUOGHI come voi.
questa canzone la sto ascoltando troppo.come al solito mi fisso. Jim Morrison a SanremoVorrei spezzare una lancia a favore della prima serata del Festival di Sanremo, che a me è piaciuta un casino, a dispetto dei soli 9 milioni di ascolti. E premetto pure che non essendoci Mango quest'anno non avevo fondamentalmente nessun serio interesse a sedermi sul divano se non fare compagnia a mia mamma in una serata in cui entrambe non sapevamo che fare. ammetto comunque di aver avuto anche momenti di assoluta distrazione a causa del mio solito non riuscire a fare meno di 2 cose contemporaneamente. il succo delle mie considerazioni comunque è il seguente:
1. geniale l'intro con Chiambretti che osanna il 13 Pippo Baudo della storia del Festival di Sanremo. cioè un pò panico in realtà a vedere tutti quei Pippo Baudo sul palco, ma un pò di ansia almeno ti risveglia la serata.
2. attrazione della serata indubbiamente il mitico Piero, meno sciolto che nel suo Markette, dato il contesto, ma comunque gradevole come suo solito.
3. non commento invece sulla velina della serata, tale Andrea, che sarai pure bellina, bravina e simpatichina ma sei sempre Bionda, e ordunque mi stai sul cazzo.
4. ottima la prima esibizione di Paolo Meneguzzi, tenerissimo e dolcissimo come suo solito, evita di stupirci rimanendo nel suo genere.
5. sorvolo sugli altri big, per i quali avrei ovviamente solo buone parole, ma ne spendo un paio per Michele Zarrillo.che propone la canzone più bella della serata, e su quello schianto di Anna Tatangelo che propone un bellissimo testo di Gigi, dal profondissimo significato, che quasi Anna divento lesbica anch'io azz, solo per te.
6.pollice verso per quello scellerato di Frankie NRG cioè va boh con 20 kg in meno sei anche più bellino ma potevi anche cambiare la montatura degli occhiali, e comunque pessimo testo c tengo a dirlo, se volevi affrontare il solito tema sociale Anna e Gigi ti mandano a casa.
7. molto carine anche le nuove proposte, giovanissimi azz, come entravano d'istinto guardavo mio fratello e pensavo azz gianlu sti qui hanno la tua età, o di sicuro come te si mettono 2 litri dell' Ethernity di Calvin Klein che mi sta assuefando da quando sei tornato da scuola,lo sento. giovani d'oggi azz.
8. non posso non citare un grandissimo superospite nella persona di LENNY KRAVITZ ovviamente stupendo, ovviamente sensualissimo, ovviamente un figo a tutto tondo. 9.e in ultimo, quasi a chiusura del festival, quando tutte le sorprese sembravano finite, ecco che arriva sul palco, il vero superospite, forse il più superospite in 58 anni di festival: nello sgomento generale arriva con fare catatonico sul palco il grande Jim Morrison: egli ci rivela di non essere infatti proprio morto come sembrava assodato, bensi di essere risorto nei panni di un tale Tricarico. Jim ci presenta un inedito testo, che non è mai stato scritto, perchè infusogli per illuminazione del profeta di filosofia Mingh, tale Amedeo (al quale dobbiamo anche l'incantevole colonna sonora della mitica serie di Fantaghirò) mentre il 3 giorno metteva piede fuori dalla vasca da bagno aiutato dalla proverbiale mano di Vasco Rossi, che si dice domani chiederà l'80 % dei diritti di autore. E con questi versi, summa incommensurabile dei suoi aforismi, Egli risorse a noi. Ho sempre pensato Quando avrò questo sarò saziato Ma poi avevo questo…ed era lo stesso Ho sempre pensato Troverò il mare e sarò bagnato Il mare ho trovato… ma nulla è cambiato… nulla Che cos’è… che io aspetto… Io… voglio una vita tranquilla Perché è da quando sono nato Che sono spericolato Io… voglio una vita serena Perché è da quando sono nato… che è Disperata… spericolata… Però libera… verd’è sconfinata Io dovrei… non dovrei Ho sempre pensato Quando avrò il cielo sarò stellato Divenni una stella… ma ero lo stesso Sempre lo stesso Ho sempre pensato Troverò lei e sarò rinato Lei ho trovato… qualcosa è cambiato Qualcosa è cambiato L’ultima illusione non è svanita Io libero per sempre Io… voglio una vita tranquilla Perché è da quando son nato che sono spericolato Io… voglio una vita serena Perché è da quando son nato… che è Disperata… spericolata… Però libera… verd’è sconfinata Io dovrei… non dovrei Io… voglio una vita tranquilla Perché è da quando son nato che sono spericolato Io… voglio una vita tranquilla Perché è da quando son nato… che è Disperata… spericolata… Però libera… verd’è sconfinata Io dovrei… non dovrei Poi son andata a nanna e non so perchè non riuscivo a prendere sonno. Tempra, o Diva
allora,è da un pò che medito questo post, il problema è che in questo periodo alcune cose e persone mi lasciano senza parole o senza fiato e così le mie capacità espressive vengono inspiegabilmente meno.ne risente anche il mio sarcasmo, che tarda a venire fuori come se stessi diventando una persona riflessiva, e questo è davvero pericoloso. comunque dato che anche in questo caso mi rendo conto di non avere abbastanza parole, mi limito a consigliare di ascoltare almeno una volta nella vita, se non siete suggestionati come me dalla musica lirica, questa divina preghiera alla luna tratta dalla Norma del Bellini e interpretata da Maria Callas, di cui tra l'altro è l'aria più famosa. la maggior parte di voi già la conoscerà, dato l'uso improprio che la televisione fa spesso di gemme eterne come questa, stesso motivo per cui se vi dovessi consigliare l'Habanera di Bizet vi dovrei specificare mih che è quella dellp spot dell'Aiax dove inquietanti casalinghe lanciano i secchi per aria. ma superiamo questa triste citazione,dicevo che è una cosa che consiglio a tutti, perchè la poesia è un pò come il bene anzi fa anche di più e si augura a tutti, e anzi se qualcuno avesse da propormi qualcosa di così emozionante vi prego di contattarmi, perchè io nella mia breve vita non penso di aver trovato altri 5 minuti e mezzo di poesia,musica e bellezza a fondersi tanto intensamente.e Mango non me ne voglia se prescindo dalla sua D'amore sei, D'amore dai, ma questa è davvero una cosa vicina a Dio.
Casta Diva che inargenti
queste sacre antiche piante a noi volgi il bel sembiante senza nube e senza vel. Tempra, o Diva, tempra tu de' cori ardenti tempra ancor lo zelo audace spargi in terra quella pace che regnar tu fai nel ciel. chiaroscuro
mi infastidisce il tuo sguardo in attesa di vedermi come prima, ad aspettare il ritorno di cose svanite.fattene una ragione. mi rattrista questo paese svampito a rincorrere il soldo facile e l'uomo debole in parole insensate a convincere. a convincere chi? e di cosa? mi tormenta il tuo passeggiare con non curanza sulla mia solitudine, come fosse uno spazio aperto e verde pronto ad accogliere la tua sicurezza, la tua serenità, la tua saccenza mentre io ti osservo dall'alto e vedo. il tuo diventare puntino. e leggo. quanto ancora ti sbagli.quanto ancora non conosci. e sento. che non ho più voglia. mi disorienta questo mio cuore staccato dal resto, come chiuso in una scatola e lontano da me. che provo a riprendere per ricompormi con affanno. e non capite il mio sforzo. non ci arrivate. mi stufo delle persone come te, te che te la tiri e poi ci rimani male, ma la mia curiosità è così ancora in fase embrionale che non m'importa di te a sufficienza. mi annoia questo ritrovarmi attorno persone così poco interessanti, che hanno poco da offrire, da farti conoscere, da farti apprezzare. da farti amare con forza. da farti desiderare. mi destabilizza il silenzio che invece è rumore. è suono disarmonico e rotto che ti porta nelle parti più basse dell'anima. e non è più poesia.
mi piace la mia musica sempre e ovunque la mia penna blu l'intensità del tuo sguardo il tuo silenzio garbato e dolce nel buio. dune
dovresti vedere com'è piazza Italia adesso, sembra più grande e più antica, poi ci son passata l'altro pomeriggio che c'era un sole bellissimo e ci sarei rimasta per delle ore. ti ho pensato molto il giorno del tuo compleanno e anche i giorni prima, e anche quelli successivi. mi piacerebbe sapere cosa pensi, se mi diresti anche tu le stesse cose, se ti arrabbieresti con me per il mio fare casinista e mi diresti che anche tu che son prepotente ed arrogante ed egoista.il punto è che non so come far capire senza parlare che tutte le cose che mi propongono anche se con affetto, non sono quelle di cui ho bisogno. non ho bisogno di parlare non ho niente di cui sfogarmi non ho bisogno di consigli non ho bisogni vivo le cose con un distacco tale che se mi osservo anch'io non mi riconosco e nessuno capisce che io son la prima a dover fare i conti con tutto questo col mio non riuscire a star ferma col mio entusiasmo con la sua dolcezza indescrivibile che mi manca con Nuoro che mi guarda quando arrivo e mi aggredisce col suo essere pacatamente fuori dal mondo ma radicata nelle cose che vivo e io la detesto con la mia voglia di stare da sola e non riuscire mai a starci abbastanza e ciò che non sento più, ciò che non sono più. ci sono cose che non riesco a levarmi dalla testa, che mi fanno star male e soffrire, e alcune cose mi mancano e temo di non ritrovarle in niente e in nessuno.a volte mi viene una tristezza insopportabile fino a piangerne e guarda non ho neanche più le parole per scriverlo che fondamentalmente non sento vicino nessuno di quelli che provano ad esserlo. come ben sai. say goodbyeper ora parto di nuovo, che mese infinito,ma va bene così anzi non è mai andata così bene.
vorrei che le giornate fossero di 36 ore, e poter fare tutto quello che devo e voglio e forse all'occorrenza riuscirò a costruirmene di giornate più lunghe e intense. ho una marea di cose da scrivere, di momenti da fermare, di persone da citare e ringraziare e ricordare, di messaggi da inviare..di bagni al thè verde da fare...più una decina di bombe da tirare...e ce li ho qui sulla punta delle dita, alcuni da anche una decina di giorni, e si fermano qui nelle mie mani in attesa di essere appuntati. e ancora ho fame di cose da vedere e sentire, perchè mi basta tornare dalle mie e abbracciarle qualche giorno e una volta sentite intensamente ripartire portandomi via le parti più congeniali,
e poi ritornare con qualcosa da aggiungere di nuovo bello etereo malinconico intenso.diverso.
e voi siete tutti cose belle e posti e momenti da fermare,e in attesa di trovare il tempo che vi devo
vi rigrazio
ringrazio
chiara danila e paola e le loro Bologne, tanto diverse tra loro eppure totali e intense, e io penso che non avrei potuto davvero vedere, vivere, mangiare, assaggiare qualcosa di più dei vostri luoghi e delle vostre cose. e va benissimo così, son tornata a casa con la malinconia e la nostalgia, quella che viene quando torni dalle tue cose che ti mancavano e capisci quanto ne è valsa la pena stare lontani. stare altrove. e Bologna ha altre mille facce ed è altre mille cose da vedere e fare ma per ora va bene così, va davvero così grazie a voi.mi basta tutto questo e mi porto a casa i vostri regali:il vostro tempo e il nostro, dedicato a me, e a voi con me, e a Bologna.
Cagliari.ari e la sua infinita dolcezza e il suo umorismo a me così vicino.
chri, il mio adorabile cugino, fratello, amico. è stato davvero un piacere poter passare del tempo con te..in attesa di venire a trovarti a Pasqua..
grazie al Bastione di notte, chè a casa ci sono magie indescrivibili. che fanno mille Bologne
Pasqualino Maraja
quando arrivo a Cagliari
è freddo ed è tardi
non è più il sole di una settimana fa
anche qui piove
anche qui è vento
ma non è la stessa pioggia
non è quella che bagna piazza Maggiore
non è l'incessante gocciolare insensato
che mi porge soltanto
il cuore di Bologna nella notte
a consacrare il silenzio delle sue viuzze
non è la stessa pioggia
non è lo stesso vento
non è lo stesso senso di non appartenenza
a una città suggestiva quanto impenetrabile
quando arrivo a Cagliari
la pioggia non è la stessa
è forse più forte
ma se mi bagna
l'odore è familiare
come la tua casa e il suo calore che compensa
e la tua casa è una canzone
una canzone che non mi esce dalla testa
e in attesa di cantarla insieme questa è tutta tutta per te Saretta
e grazie, grazie infinite
Un certo pasqualino pescatore viveva in assoluta poverta' ; pero' sentiva sempre in fondo al cuore qualcosa che diceva " un di' verra' " ! e un bel di' giunse a sorrento una principessa indiana sopra un grosso bastimento: la bellissima kali'. pasqualino la guardo' e kali' s'innamoro' ed in india lo porto'... pasqualino maraja', a cavallo all' elefante, con in testa un gran turbante, per la jungla se ne va . pasqualino maraja' non lavora e non fa niente : fra i misteri dell 'oriente fa il nababbo fra gli indu' ulla ulla ulla la cento casse di diamanti grossi grossi mentre principi potenti gli s'inchinano davanti, lui si fuma il narghille' eh! eh !eh! eh!eh!eh! pasqualino maraja' ha insegnato a far la pizza tutta l'india ne va pazza solo pizza vuol mngiar pasqualino maraja' ha imparato a far l'indiano ma, da buon napoletano , chiama tutti: "ue', paesan!" ulla ulla ulla la.ulla la la la specchio nel pianto
da qualche giorno mi viene da piangere. l'ho fatto un paio di volte e mi son osservata.e quanti modi ci son di piangere, a prescindere dalla motivazione, ed io li vorrei tutti tutti perchè è una cosa che non faccio mai.ascoltarsi piangere.osservarsi in questi momenti.e allora vorrei farlo tutto il giorno per vedere quanto dura, e quanto gli altri ti guardano farlo e quanto può realmente consolare farlo, oppure non basta mai davvero. oppure un pianto tira l'altro. in realtà però questa cosa non si può mettere in pratica, perchè il consumo di energia che comporta piangere è notevole.e infatti si dice che se piangi ti sfoghi.che figo.penso una cosa (tipo di quelle che ti fanno piangere) e dici ecco adesso la piango. così me la levo dal cuore. no non funziona sempre così. a volte la piangi e rimane uguale. vabeh. ci sono quindi una marea di categorie di cose per le quali si piange. anzi per le quali piango, uso solo la prima persona vah, perchè non so se voi piangete, oppure che tipo di piangente siete, se di quelli che piangono rumorosamente, e chi se ne fotte se uno mi sente io sto piangendo e vaffanculo, oppure di quelli che piangono sommessamente, e questi lo fanno in genere a letto la notte, sotto le coperte e si fa in silenzio perchè così nessuno ci sente. solo che piangere così non viene molto bene, e la mattina ti svegli a mal di testa e con gli occhi gonfissimi perchè se piangi di nascosto lo fai trattenendoti un pò e tutto quello che non esce si accumula li sulle tue ciglia.oppure su quelle di qualcun altro, tipo se dormi con qualcuno e questo se ne accorge e magari piange anche lui e allora lo sfogo è plurale e magari non lo sapete neanche. perchè il pianto è anche contaggioso. succede che ti vedono piangere e sono gelosi che lo fai, e no lo voglio fare pure io, e allora ecco il pianto di cricca, che molti interpretano come solidale ma non è vero, li ogniuno pensa a se stesso e piange per i propri motivi. ecco c'è anche molta ipocrisia nel pianto. e la cosa più ipocrita del pianto è che spesso se lo fai con gli amici ti senti dire che ti capiscono, e invece è una sonora rottura di balle veder piangere qualcuno, e quindi non è vero niente. sperano che tu smetta infretta. ti intortano quindi con una serie di discorsi, non fare così non è niente, è successo anche a me. e ma cosa me ne fotte se è successo anche a te.oppure ti dicono si dai sfogati che ti fa bene, e questa è un'altra ipocrisia, perchè c'è anche lo spettatore che gode nel vederti piangere, come se piangere sia per forza sinonimo di disperazione.poi c'è chi ti dice non piangerti addosso, ma non vede che stai piangendo proprio addosso a lui. se mi voglio piangere addosso mica ti chiamo. dev'essere per tutte queste ipocrisie che spesso si piange di nascosto. e ti vergogni anche di farlo. io se piango non sono per forza disperata se piango davanti a te non è detto che voglia consolazione, forse della tua presenza non me ne fotte, concentrata come sono se piango non c'è sempre un motivo a volte lo faccio per il gusto di farlo, o per poi tirare fuori tutte queste osservazioni, tipo quando vedo uomini&donne e rifletto sul trono di Marco oppure sulla possibilità di andare a corteggiare Jack se piango non è detto che ne sappia il motivo e non chiedo a voi di trovarmene uno di rimando, se piango non è detto che tu ne sappia il motivo, ma se vuoi posso dirti una balla sono abile a farti credere nelle balle
piango più spesso per cose piccole e innocue che per le cose più grandi e importanti
il tuo sguardo - nel dirmi che ti ho deluso ancora il tuo imprecare alla vita e a quello che abbiamo le spalle di gianlu - che ritrovo più grandi e da uomo i tuoi occhi piccoli e scuri che mi vedono dopo mesi il sorriso che non mi fai e il tuo dirmi fingendo che non è successo nulla il tuo sguardo spaventato e la tua voglia di andar via il tuo abbraccio fraterno e non capisco perchè lo facciamo solo adesso ritrovarti dopo mesi sempre più bello e più uomo l'abbraccio di mia madre 10 minuti fa nel dirmi io sono qui ritrovare il mio tempo e le mie cose pensare com'è stato il Natale per voi del 1 piano la tua assenza quando vedo i tuoi posti
e di tuo nonno chè è come se fosse qui vedere negli occhi dei miei la stima e l'affetto nei tuoi confronti pensare che siamo una cosa bellissima e non so ancora perchè non lo siamo più come si chiama il vuoto che sentivo, e cos'è quello che invece abbiamo lasciato adesso e sento ancora questo scivolare subdolo e silenzioso e mi fa piangere mi fa piangere di nuovo e ora anche le tue poesie per me di infinita dolcezza la tua, incommensurabile magie importanti
a Chiara (l'istante che rimane è il tuo biondo contro il grigio del cielo bologna stasera
bologna stasera ha il tuo viso disteso
il tuo sguardo stancato
ma comunque più vero
e senza quel biondo io non so se saresti così tu
bologna stasera è un freddo che arriva
da una porta scorrevole
che prima di quella ti sembra sei ancora a casa
nonostante un lastricato
che è proprio come ricordavi 10 anni fa
è proprio uguale
è proprio tutto uguale e forse anche tu
uguale a 10 anni fa
bologna stasera è la tua casa bellissima che è proprio uno specchio
uno specchio di te luminoso e sereno
e meraviglioso
bologna stasera è la tua voce al telefono
e ho una gran voglia di vederti
e di vedermi riflessa in questo pezzo di te
dicembre e tutti loroarriva dicembre e non sai cosa aspettarti, pensi che potrebbe essere un mese complesso e molto ricco.
arriva dicembre e osservi il tuo colore, che è sempre più bianco e meno nero ma le gradazioni del grigio arricchiscono le tue giornate e le fanno importanti.
arriva dicembre e ti vivi le cose che hai scelto di lasciare, e le guardi con affetto e ti ci leghi mentre finiscono.
arriva dicembre e il tempo vola, vola più di quanto pensavi e non è vero che risolve le cose, ma stai bene così e non t'importa del contrario.
arriva dicembre e vivi cose nuove che fermano gli istanti, e le sensazioni che hai danno valore ad un abbraccio che non pensavi.
arriva dicembre e ci sono anche le cose vecchie, e le vedi ingigantire oppure sbiadire e lasci fare a quel che verrà e guardi da lontano anche se piangi oppure ci soffri.
arriva dicembre, ed è pieno di sguardi,
di chi non ti capisce
di chi non ti conosce
di chi assiste al tuo fare casini e s'incazza perchè ha paura per te
di chi ti vede comunque serena e questo gli basta e non vuole nient'altro
di chi ti chiede parti di te e tu gliele cedi come la cosa più spontanea del mondo
di chi all'improvviso vive i tuoi modi, e tu non lo vivi come un'intrusione
di chi si prende i tuoi momenti più intensi e li abbraccia con dolcezza senza andare all'eccesso o vedere dell'altro
di chi ti sorprende
di chi ti vuole bene e ti sta accanto prendendosi anche la tua parte cattiva
di chi ti vuole bene ma non ti trova un posto nella sua vita, e ti tiene distante per sfumare la tua presenza insistente
di chi rivedi dopo tanto tempo ma ti tocca nel modo giusto e sensato che non pensavi
arriva dicembre e osservi un contesto, mentre decidi di lasciarlo andare perchè non lo senti più tuo ma non per questo non è importante,e te lo vivi intensamente per 20 giorni e sai che poi ne sentirai la mancanza
arriva dicembre e dicembre è fatto di voi, e lo colmate davvero, tanto che se nevica è bene, non mi tocca il suo freddo
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