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Jim Morrison a SanremoVorrei spezzare una lancia a favore della prima serata del Festival di Sanremo, che a me è piaciuta un casino, a dispetto dei soli 9 milioni di ascolti. E premetto pure che non essendoci Mango quest'anno non avevo fondamentalmente nessun serio interesse a sedermi sul divano se non fare compagnia a mia mamma in una serata in cui entrambe non sapevamo che fare. ammetto comunque di aver avuto anche momenti di assoluta distrazione a causa del mio solito non riuscire a fare meno di 2 cose contemporaneamente. il succo delle mie considerazioni comunque è il seguente:
1. geniale l'intro con Chiambretti che osanna il 13 Pippo Baudo della storia del Festival di Sanremo. cioè un pò panico in realtà a vedere tutti quei Pippo Baudo sul palco, ma un pò di ansia almeno ti risveglia la serata.
2. attrazione della serata indubbiamente il mitico Piero, meno sciolto che nel suo Markette, dato il contesto, ma comunque gradevole come suo solito.
3. non commento invece sulla velina della serata, tale Andrea, che sarai pure bellina, bravina e simpatichina ma sei sempre Bionda, e ordunque mi stai sul cazzo.
4. ottima la prima esibizione di Paolo Meneguzzi, tenerissimo e dolcissimo come suo solito, evita di stupirci rimanendo nel suo genere.
5. sorvolo sugli altri big, per i quali avrei ovviamente solo buone parole, ma ne spendo un paio per Michele Zarrillo.che propone la canzone più bella della serata, e su quello schianto di Anna Tatangelo che propone un bellissimo testo di Gigi, dal profondissimo significato, che quasi Anna divento lesbica anch'io azz, solo per te.
6.pollice verso per quello scellerato di Frankie NRG cioè va boh con 20 kg in meno sei anche più bellino ma potevi anche cambiare la montatura degli occhiali, e comunque pessimo testo c tengo a dirlo, se volevi affrontare il solito tema sociale Anna e Gigi ti mandano a casa.
7. molto carine anche le nuove proposte, giovanissimi azz, come entravano d'istinto guardavo mio fratello e pensavo azz gianlu sti qui hanno la tua età, o di sicuro come te si mettono 2 litri dell' Ethernity di Calvin Klein che mi sta assuefando da quando sei tornato da scuola,lo sento. giovani d'oggi azz.
8. non posso non citare un grandissimo superospite nella persona di LENNY KRAVITZ ovviamente stupendo, ovviamente sensualissimo, ovviamente un figo a tutto tondo. 9.e in ultimo, quasi a chiusura del festival, quando tutte le sorprese sembravano finite, ecco che arriva sul palco, il vero superospite, forse il più superospite in 58 anni di festival: nello sgomento generale arriva con fare catatonico sul palco il grande Jim Morrison: egli ci rivela di non essere infatti proprio morto come sembrava assodato, bensi di essere risorto nei panni di un tale Tricarico. Jim ci presenta un inedito testo, che non è mai stato scritto, perchè infusogli per illuminazione del profeta di filosofia Mingh, tale Amedeo (al quale dobbiamo anche l'incantevole colonna sonora della mitica serie di Fantaghirò) mentre il 3 giorno metteva piede fuori dalla vasca da bagno aiutato dalla proverbiale mano di Vasco Rossi, che si dice domani chiederà l'80 % dei diritti di autore. E con questi versi, summa incommensurabile dei suoi aforismi, Egli risorse a noi. Ho sempre pensato Quando avrò questo sarò saziato Ma poi avevo questo…ed era lo stesso Ho sempre pensato Troverò il mare e sarò bagnato Il mare ho trovato… ma nulla è cambiato… nulla Che cos’è… che io aspetto… Io… voglio una vita tranquilla Perché è da quando sono nato Che sono spericolato Io… voglio una vita serena Perché è da quando sono nato… che è Disperata… spericolata… Però libera… verd’è sconfinata Io dovrei… non dovrei Ho sempre pensato Quando avrò il cielo sarò stellato Divenni una stella… ma ero lo stesso Sempre lo stesso Ho sempre pensato Troverò lei e sarò rinato Lei ho trovato… qualcosa è cambiato Qualcosa è cambiato L’ultima illusione non è svanita Io libero per sempre Io… voglio una vita tranquilla Perché è da quando son nato che sono spericolato Io… voglio una vita serena Perché è da quando son nato… che è Disperata… spericolata… Però libera… verd’è sconfinata Io dovrei… non dovrei Io… voglio una vita tranquilla Perché è da quando son nato che sono spericolato Io… voglio una vita tranquilla Perché è da quando son nato… che è Disperata… spericolata… Però libera… verd’è sconfinata Io dovrei… non dovrei Poi son andata a nanna e non so perchè non riuscivo a prendere sonno. Tempra, o Diva
allora,è da un pò che medito questo post, il problema è che in questo periodo alcune cose e persone mi lasciano senza parole o senza fiato e così le mie capacità espressive vengono inspiegabilmente meno.ne risente anche il mio sarcasmo, che tarda a venire fuori come se stessi diventando una persona riflessiva, e questo è davvero pericoloso. comunque dato che anche in questo caso mi rendo conto di non avere abbastanza parole, mi limito a consigliare di ascoltare almeno una volta nella vita, se non siete suggestionati come me dalla musica lirica, questa divina preghiera alla luna tratta dalla Norma del Bellini e interpretata da Maria Callas, di cui tra l'altro è l'aria più famosa. la maggior parte di voi già la conoscerà, dato l'uso improprio che la televisione fa spesso di gemme eterne come questa, stesso motivo per cui se vi dovessi consigliare l'Habanera di Bizet vi dovrei specificare mih che è quella dellp spot dell'Aiax dove inquietanti casalinghe lanciano i secchi per aria. ma superiamo questa triste citazione,dicevo che è una cosa che consiglio a tutti, perchè la poesia è un pò come il bene anzi fa anche di più e si augura a tutti, e anzi se qualcuno avesse da propormi qualcosa di così emozionante vi prego di contattarmi, perchè io nella mia breve vita non penso di aver trovato altri 5 minuti e mezzo di poesia,musica e bellezza a fondersi tanto intensamente.e Mango non me ne voglia se prescindo dalla sua D'amore sei, D'amore dai, ma questa è davvero una cosa vicina a Dio.
Casta Diva che inargenti
queste sacre antiche piante a noi volgi il bel sembiante senza nube e senza vel. Tempra, o Diva, tempra tu de' cori ardenti tempra ancor lo zelo audace spargi in terra quella pace che regnar tu fai nel ciel. chiaroscuro
mi infastidisce il tuo sguardo in attesa di vedermi come prima, ad aspettare il ritorno di cose svanite.fattene una ragione. mi rattrista questo paese svampito a rincorrere il soldo facile e l'uomo debole in parole insensate a convincere. a convincere chi? e di cosa? mi tormenta il tuo passeggiare con non curanza sulla mia solitudine, come fosse uno spazio aperto e verde pronto ad accogliere la tua sicurezza, la tua serenità, la tua saccenza mentre io ti osservo dall'alto e vedo. il tuo diventare puntino. e leggo. quanto ancora ti sbagli.quanto ancora non conosci. e sento. che non ho più voglia. mi disorienta questo mio cuore staccato dal resto, come chiuso in una scatola e lontano da me. che provo a riprendere per ricompormi con affanno. e non capite il mio sforzo. non ci arrivate. mi stufo delle persone come te, te che te la tiri e poi ci rimani male, ma la mia curiosità è così ancora in fase embrionale che non m'importa di te a sufficienza. mi annoia questo ritrovarmi attorno persone così poco interessanti, che hanno poco da offrire, da farti conoscere, da farti apprezzare. da farti amare con forza. da farti desiderare. mi destabilizza il silenzio che invece è rumore. è suono disarmonico e rotto che ti porta nelle parti più basse dell'anima. e non è più poesia.
mi piace la mia musica sempre e ovunque la mia penna blu l'intensità del tuo sguardo il tuo silenzio garbato e dolce nel buio. dune
dovresti vedere com'è piazza Italia adesso, sembra più grande e più antica, poi ci son passata l'altro pomeriggio che c'era un sole bellissimo e ci sarei rimasta per delle ore. ti ho pensato molto il giorno del tuo compleanno e anche i giorni prima, e anche quelli successivi. mi piacerebbe sapere cosa pensi, se mi diresti anche tu le stesse cose, se ti arrabbieresti con me per il mio fare casinista e mi diresti che anche tu che son prepotente ed arrogante ed egoista.il punto è che non so come far capire senza parlare che tutte le cose che mi propongono anche se con affetto, non sono quelle di cui ho bisogno. non ho bisogno di parlare non ho niente di cui sfogarmi non ho bisogno di consigli non ho bisogni vivo le cose con un distacco tale che se mi osservo anch'io non mi riconosco e nessuno capisce che io son la prima a dover fare i conti con tutto questo col mio non riuscire a star ferma col mio entusiasmo con la sua dolcezza indescrivibile che mi manca con Nuoro che mi guarda quando arrivo e mi aggredisce col suo essere pacatamente fuori dal mondo ma radicata nelle cose che vivo e io la detesto con la mia voglia di stare da sola e non riuscire mai a starci abbastanza e ciò che non sento più, ciò che non sono più. ci sono cose che non riesco a levarmi dalla testa, che mi fanno star male e soffrire, e alcune cose mi mancano e temo di non ritrovarle in niente e in nessuno.a volte mi viene una tristezza insopportabile fino a piangerne e guarda non ho neanche più le parole per scriverlo che fondamentalmente non sento vicino nessuno di quelli che provano ad esserlo. come ben sai. |
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