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dicembre e tutti loroarriva dicembre e non sai cosa aspettarti, pensi che potrebbe essere un mese complesso e molto ricco.
arriva dicembre e osservi il tuo colore, che è sempre più bianco e meno nero ma le gradazioni del grigio arricchiscono le tue giornate e le fanno importanti.
arriva dicembre e ti vivi le cose che hai scelto di lasciare, e le guardi con affetto e ti ci leghi mentre finiscono.
arriva dicembre e il tempo vola, vola più di quanto pensavi e non è vero che risolve le cose, ma stai bene così e non t'importa del contrario.
arriva dicembre e vivi cose nuove che fermano gli istanti, e le sensazioni che hai danno valore ad un abbraccio che non pensavi.
arriva dicembre e ci sono anche le cose vecchie, e le vedi ingigantire oppure sbiadire e lasci fare a quel che verrà e guardi da lontano anche se piangi oppure ci soffri.
arriva dicembre, ed è pieno di sguardi,
di chi non ti capisce
di chi non ti conosce
di chi assiste al tuo fare casini e s'incazza perchè ha paura per te
di chi ti vede comunque serena e questo gli basta e non vuole nient'altro
di chi ti chiede parti di te e tu gliele cedi come la cosa più spontanea del mondo
di chi all'improvviso vive i tuoi modi, e tu non lo vivi come un'intrusione
di chi si prende i tuoi momenti più intensi e li abbraccia con dolcezza senza andare all'eccesso o vedere dell'altro
di chi ti sorprende
di chi ti vuole bene e ti sta accanto prendendosi anche la tua parte cattiva
di chi ti vuole bene ma non ti trova un posto nella sua vita, e ti tiene distante per sfumare la tua presenza insistente
di chi rivedi dopo tanto tempo ma ti tocca nel modo giusto e sensato che non pensavi
arriva dicembre e osservi un contesto, mentre decidi di lasciarlo andare perchè non lo senti più tuo ma non per questo non è importante,e te lo vivi intensamente per 20 giorni e sai che poi ne sentirai la mancanza
arriva dicembre e dicembre è fatto di voi, e lo colmate davvero, tanto che se nevica è bene, non mi tocca il suo freddo
ai nostri occhi
è da giorni che tra jeans e giubbotti mi viene in mente il tuo banco pasticciato e silenzioso. ti ricordo come una persona riservata, in 5 anni avevi stretto legami preziosi solo con pochissimi di noi,ed eri mancato in molte occasioni, quelle che stimolano a fare gruppo con gli altri.le manifestazioni, gli scioperi, le ferie in cricca, le gite. le volte che ho incontrato qualcuno della classe, tra quelli che non sento con continuità, sono rare,del resto siamo tutti così sparsi. nel ricordare episodi, visi, nomi, brighe, risate, nel domandare e ora che fai, dov'eri tutto questo tempo, esclamare ma quindi ti sei laureato, ah ecco ti sei sposato, chi hai sentito o visto di recente, è uscito spesso il tuo nome, non come quando rammenti qualcuno che non ti andava proprio a genio, ma son passati tanti anni e ormai ne parli con affetto, o come quando rimani male per non aver saputo prima che qualcuno si è laureato senza chiamare nessuno. tutti avevamo la curiosità di sapere qualcosa di te ivan, che scoprivamo eri il più lontano di tutti e non avevi tenuto i contatti con nessuno, e anche l'ultima volta ad una cena di classe abbiamo parlato di te, che lo facevi solo se interpellato, che scrivevi un quaderno e laura e cristina te lo avevano cassato, che disegnavi curiose vignette e i prof ti guardavano quasi avessero paura di disturbarti, e tu per 5 anni sempre all'ultimo banco rispondevi la cazzata più assurda con voce seria e lo sguardo basso
e a pensarci rido anche adesso, anche se ieri nevicava e c'era una bara chiara e i fiori degli adii e tu eri negli occhi dolci e smarriti di un padre che stringe la mano di una madre minuta e incredula, come si è davanti alle tragedie come queste. e mentre sentivo parlare di te mi sono detta che forse anche tu eri semplicemente timido come lo ero io. e c'era così tanta gente e tante cose che non sapevo,ma ti dico anche che poche volte si sentono parole così belle e sincere allo stesso tempo e che non avevo mai visto tua sorella e invece la conoscevo di vista, ne avevo mai visto piangere don Chessa, e penso che abbia ragione nel dire che il tempo è breve. è breve per fare le scelte giuste, per amare nel modo che sappiamo, per conoscere, per renderci preziosi l'uno agli occhi dell'altro. forse mi sbaglio ivan, forse tutte quelle volte c'eri ma non ti ho visto o forse davvero non c'eri perchè non potevi, o perchè non t'interessava esserci, o perchè non t'interessavamo noi, o per qualsiasi altro motivo. non riesco a sentire che vuoto lasci in situazioni dove non eri presente o dove non ti ricordo. ma rimane il tuo banco pasticciato e forse occupato da qualcun altro, e la sensazione che il tempo è poco e ci son tante cose che non siamo noi a decidere ma ci sono anche altre cose che possiamo scegliere, scegliere di fare e di essere. agli occhi dell'uno e agli occhi dell'altro. come ai miei e ai tuoi.ciao ivan. riflessioni e scoiattolison tornata a lavoro da soli 2 giorni e devo dire che questo periodo di full-immersion tra jeans e giubbini, clienti e manichini,caramelle e colazioni fortuite in caffetteria, sta già dando i suoi buoni frutti:
procedura onirica
stanotte ennesimo sogno strano. penso anche di averlo fatto dopo il suono della sveglia, infatti se mi fossi svegliata sopo un sogno simile mi sarei sicuramente alzata, invece dev'essere proprio che ha suonato la sveglia e mi son riaddormentata.vabeh il punto non è questo. ero al liceo, con la mia classe, c'erano praticamente tutti. la scuola però era molto più grande di quella reale, e più moderna, mancava infatti il busto di Giorgio Asproni. aveva degli anditi giganteschi, e almeno 3 piani. ma la cosa più interessante è che praticamente era collegata a un tribunale. dove si discutono i reati veri eh.e dunque succede che noi dobbiamo partire in gita ma non possiamo partire prima che finisca un' udienza di non so cosa. rimaniamo quindi ad aspettare cazzeggiando in questa specie di aula mensa e mentre aspettiamo decido di farmi un giro nella scuola. vado in biblioteca, un'aula moderna con banchi larghi larghi e studio 10 min proprio l'esame che sto preaprando ora, con gli stessi libri, gli stessi appunti etc. poi mi alzo, mollo i libri li vado a parlare con la bidella: ma quando finisce questo processo? non so bisogna solo aspettare. decido allora di andare a farmi una doccia e finisco in questo andito lunghissimo,da un lato solo finestre giganti, dall'altro porte di accesso a specie di camere d'albergo.una tipa sta proprio uscendo, ha un abito a fiori molto bello, somiglia a Serena Autieri. le dico senti scusa dovrei farmi una doccia dove posso entrare?ah entra pure qui dov'ero io tanto ho finito.vaboh mi faccio questa benedetta doccia,anzi un bagno, e ricordo anche che shampoo ho usato, uno rosa molto cremoso e uno color crema, profumatissimi, e i capelli erano morbidi morbidi. mentre mi sciacquo però salto su e penso cavolo quanto tempo sarà passato, magari l'udienza è finita, mi staranno cercando!mentre esco dalla camera torna la tipa di prima. ciao grazie devo andare, sai per caso se è finita l'udienza?si guarda stanno uscendo ora. mi giro e son davanti alla porta del tribunale, aperta, e c'è molto casino.corro verso la mensa ed è pieno di gente, ci son i miei compagni più altri ragazzi che si son seduti con loro dopo essere usciti dal tribunale.che poi c'è anche una mia compagna delle medie, cioè ci sono tutti i compagni della mia vita praticamente. dico, vado a prendere le mie cose e torno. corro verso la biblioteca dove avevo lasciato i libri, ma non la trovo più, e neanche la camera dove ho tutta la mia roba. dove son le mie valigie?le ho mollate ai miei compagni?torno in mensa ma loro non ci sono più. telefono a una mia compagna dove siete, siamo a pranzo, io sto cercando la mia roba, quanto tempo ho?non so sicuramente non usciremo da qui prima delle 13.15. esco dalla scuola e cerco un passaggio, devo andare a prendere la mia roba.( ma io non ero già a scuola?bah)becco uno con una berlina bianca, è Ezio Greggio, sarà da tutta la pubblicità che mi arriva in posta su Tiiiiiiiscali. mi accompagna a scuola, è la n°4, cerco la mia roba, poi dico pazienza se non trovo tutto e arrivo al pulman giusto in tempo, e mi dicono cri ajo sei sempre in ritardo! io rido e penso che ho i capelli bagnati perchè non ho fatto in tempo ad asciugarli, e penso chissà come ci disporremo nelle camere... mi sveglio, caffè, pc. i miei libri son qui affianco. prima però levo tutta quella pubblicità sulla Tiiiiiscali dalla posta. ma che cos' ho in testa?che mi frega di Ezio Greggio? non ti preoccupa che l'esame non ti preoccupi?te ne fotte così poco?possibile che il tuo primo pensiero dopo questo sogno del cavolo sia stato ah adesso stilo la mia classifica degli uomini custodi di profonde verità? degli epiteti migliori che ti hanno dato di recente? delle minchiate che hai sentito questa settimana sul tuo casino sentimentale?dovresti andarci tu in tribunale, altro che sogno! mi metto in punizione vah. (anticipo però che al 1 posto della classifica degli uomini delle verità c'è senza dubbio Astutillo Smeriglia, che solo per il suo ultimo post guadagna 80 punti steccando Filippo Timi) il resto quando esco dalla punizione. vanità e fissazioni
Ieri son andata da Intimissimi e ho comprato il famigerato completino nei miei pensieri da 4 giorni. ne ho provato diversi ma alla fine tanto era quello, pazienza non ci fosse anche la canotta abbinata.esco da li soddisfatta del mio acquisto e pensando azz,son anche stata velocissima, son proprio migliorata! vedi a sapere cosa si vuole...uno risparmia tempo ed è più contento. i soldi hum quelli no, ma ve beh, 30 € per un completino che mi fa impazzire è un prezzo accessibile. passeggio per il Corso e intanto rifletto:
sarà una forma di cleptomania?
no no tu non è che rubi, maniaca si ma ladra è un'altra cosa. anzi il fulcro del tuo piacere è forse proprio spendere i soldi. maledetti, ma te ne frega di questi almeno? in effetti questa cosa delle fissazioni è forse l'unica cosa ora che condiziona la tua vita. e ti fa piacere anche. forse hai una dipendenza?ma a cosa?un'idea, una canzone, un piatto, un completino di Intimissimi, un paio di stivali (ma in generale tutto ciò che concerne l'abbigliamento), un quadro, una foto, un tronista di Uomini&Donne, Mango,il dunque sono materialista fino a questo punto? in effetti con le persone non funziona così. cioè succede che per un pò stravedo per una persona, dico ah è l'amico perfetto, poi però ZAC! fa quel qualcosa che non deve fare e mi scende.quindi l'oggetto delle mie attenzioni è sempre meno una persona, comunque la variante nel caso dovrebbe chiamarsi possessività. il punto è che inconsciamente, per una sorta di istinto di autoconservazione, per lo stesso motivo per cui l'equilibrio di un sistema corrisponde col suo stato di minore energia, devo aver capito che è più conveniente (=meno energia) essere materialisti che possessivi.cioè una cosa che ti piace la compri, la guardi, la usi, la consumi, te ne stufi. con le persone non funziona così,nessuno può possedere fino in fondo nessuno e nessuno può fare e DARTI fino in fondo quello che desideri o ti aspetti. insomma a livello di praticità è molto più complesso.quindi cerco la mia Bellezza, forse la perfezione, ma anche la semplicità.e se è arrivare ad essa che non è semplice, faccio comunque la cosa più semplice per raggiungerla.ovvero prendo la scala.anche l'aereo se sono sicura di quello che faccio.insomma faccio di tutto per ottenerla (una cosa intendo).
catalogo Cafè Noir, m'innamoro di un paio di scarpe.bene dovevo trovarle. quindi telefono in azienda ma loro non sanno dove vendono proprio QUELLE scarpe, sanno solo dirmi quali son i punti vendita. mi faccio dare i recapiti della provincia di Nuoro e di Sassari. e inizio a telefonare procedendo dai negozi di Nuoro fino a quelli più distanti..Nuoro, Galtellì,Siniscola...finchè non mi fermo a Macomer.trovate.2 colori.i numeri ci sono.devo andare li.98€, prezzo accessibile.dopo qualche giorno vado li a provarle.eccomi davanti allo specchio,scarpa grigia al piede destro, rosa al sinistro. mi guardo. poi guardo Tom. NON MI PIACCIONO. 'non ti piacciono quindi?bene, non penserai che siamo arrivati fino a qui e tu te ne torni a casa senza scarpe...non vuoi queste?ok, adesso usciamo da qui e te ne trovi un altro paio'. così impari insomma. e così è stato. tom aveva perfettamente ragione. così compro un altro paio di scarpe, in un altro negozio, che tra parentesi userò 3 volte, ma l'episodio servirà davvero a ridimensionarmi. infatti lavoro tutto il mese ed è possibile che il capo non mi paghi in vestiti come i mesi scorsi. si è possibile che questo mese vada diversamente. altrove possibiliverrò fino li a compensare il tempo che passiamo senza vederci anche quando sei a solo 170 km.vorrò ricambiare la sorpresa che mi hai fatto quest'estate ma anche a me non riuscirà di non dirti che sto arrivando.e ti abbraccerò come si fa con un fratello. mi farai conoscere le cose che vivi ora, e capirò cos' è l'Irlanda per te chiedendomi se forse potrebbe essere qualcosa anche per me e so che potrei avere la voglia di non andarmene mai.
prenderò un aereo fino a Bologna e ti troverò ad aspettarmi in aeroporto col sorriso che vorrei avessi per sempre, e abbraciandoti mi sembrerà di convincerti che la distanza è un'illusione.vedrò finalmente la casa di cui immagino il gusto, e ci passeremo la notte a chiacchierare come non possiamo mai fare, e il giorno dopo mi butterai giù dal letto perchè ti svegli da sempre prima di me, e faremo colazione con latte e cereali come 10 anni fa. e la giornata volerà tra negozi e risate e locali, e ci sentiremo così bene da pensare sia possibile sentirsi così sempre.
vedrò cosa c'è a Bologna della persona che conosco,e penserò che avrei voluto avessi tutte queste cose prima, se è vero che dal contesto esce più di quanto non parta da noi stessi.e anche se avrò poco tempo mi basterà per vedere cos'è Castelletto per te.
verrò a Cagliari e la tua stanza azzurra sarà ancora al sole come l'avevo lasciata, e andremo al mare a vedere se è davvero dicembre come dicono, oppure il mare freddo non fa per forza inverno mentre mi guardi dicencomi che era ora. era ora che per me fosse tutto questo.
busserò a una casa che sa di limoni e di solitudine. mi assicurerò che tu stia bene e aprirò quelle fottute tende per farti scappare, per farti sognare e capire una buona volta che non ci si ferma mai, neanche a 48 anni, e sei eternamente bella se provi a sorridere davvero. poi ti porterò al mare, a vedere come la sabbia sa essere un prato di fiori anche per te.
verrò a Orroli e davanti a quel fuoco prenderò le tue mani nelle mie finchè non saranno calde e da esse capirò che salita è stata la tua vita e perchè ti ostini a preoccuparti di tutti fuorchè di te stessa.mi chiederai perchè arrivo solo adesso e piangerò nel non saperti rispondere.non lo so nonna perchè non ci sono quasi mai.
verrei a chiederti che cosa ti sembro oggi
se anche per te ho dentro qualcosa del passato
qualcosa,dicono
che tu conosci bene
e se pazienza davvero
che lo tiri fuori solo adesso
l'importante è farlo bene
tanto bene da non pentirmene
verrei a piangere sul tuo abito nero
cercando il profumo del tabacco da fiuto che avevi nelle mani
verrei a stare così per un pò
giusto il tempo di illudermi
che possa non sentire più la tua mancanza
baratterei per questo
tutti i momenti che in confronto sento davvero POSSIBILI
di cui non m'importa niente adesso
ma per i quali poi non riesco a fermarmi
per te che non posso raggiungere
per te che non posso stringere
per te che non posso abbracciare
per te che posso solo ricordare
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