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    second home/2

     

    12-09-07_2007

    e il bello è anche che poi ci siamo stretti semplicemente e prima che scivolassi via mi hai baciato dolcemente, di quei baci che confondono, di quei baci che non ci siamo più dati da quando ci siamo lasciati, intensi perchè attesi da tempo ma amari nella paura di essere l'ultimo. sono uscita in strada e tutti ci guardavano, come se quella serata di pioggia fosse stata accesa da questo nostro bacio. son entrata nel portone prima di vederti scomparire nella pioggia del corso.e nelle scale avevo ancora il tuo splendore sulle labbra.e mi piacerebbe rimanesse per un pò. anche se non ti ho fermato, anche se ti ho fatto andar via, con la sensazione che fosse assurdo ma anche inevitabile.

    second home

     

    12-09-07_2007

      il bello di quando devo partire con babbo è che dovendomi svegliare presto a maggior ragione mi portano il caffè a letto.

    cri sveglia su che è tardi dobbiamo partire...si arrivo...

    mio padre sposta la trapunta e appare il mio animale da letto,un gatto azzurro un pò spaziale che dorme con me tutte le notti. mio padre si fa tenero

    cri ma dormi col peluche?figlia mì hai bisogno di affetto allora..

    quando succedono cose così non so cosa mi scatta ma è come se diventassi agreste di colpo, che un pò nella vita lo sono comunque, ma a queste tenerezze è come se diventassi proprio selvatica.quindi non lo guardo in faccia e facendo finta di niente (mannaggia ba', tanto lo so che ora collegherai il gatto spaziale nel letto coi miei problemi sentimentali, ma non c'entra, vai oltre per favore!)caccio via il peluche con fare invisibile come spero lo sia il mio imbarazzo e mi alzo.

    il bello del viaggio è che dietro non c'è mia sorella che mi rompe le scatole perchè reclino il sedile a mio piacimento per stare più comoda, e perchè abbiamo il cd di Beethoven, che la mattina in macchina è un pò come Sting o innuendo dei Queen,cioè ispira proprio a guidare,anzi vorrei proprio guidare io ma non lo chiedo perchè così posso dormire.

    il bello di quando mi addormento in viaggio è che mio padre mi sveglia per fare colazione in autogrill come nei film, ed essendo molto presto i cornetti sono ancora caldissimi e ci sta anche che mi prendo quello con la marmellata, che in genere evito.

    il bello di quando arrivo è la quiete del Corso ancora vuoto e silenzioso alle 9.30 di mattina. scendo dalla macchina come se saltassi giù dal finestrino perchè mio padre è in ritardo.

    ti lascio i bagagli qui mettili in ascensore e falli salire ma tu sali per le scale che tua sorella lo sai un giorno è rimasta bloccata..

    il suo breve sguardo d'ansia nel dirmi queste parole mi porterà a condividere la sua claustrofobia anche stavolta e a seguire le sue istruzioni.

    apro il portone pesantissimo e dopo aver scaricato tutto l'ambaradan di bagagli mentre faccio per chiudere mi appare la farmacia e mi fa pensare a quella volta delle 2 chiacchiere col giovane assistente

    Buonogiorno, ciao dimmi, una confezione grazie, ok. senti ma tu frequenti la facoltà di Farmacia vero?..mah no, cioè si ho frequentato un anno, ma al CTF e un bel pò di anni fà.AH. e in che anno ti eri iscritta?nel 2000...AH.e tu?io nel '98.

    Silenzio e imbarazzo. io nn mi ricordo assolutamente di lui,azz son passati 7 anni, come cavolo fà a ricordarsi di me?son sicura d non averlo conosciuto, per di più non eravamo allo stesso anno ne allo stesso corso, cioè con quelli di farmacia avrò seguito qualche lezione comune ma eravamo 120 accidenti.che figura...però bagassa sua sembra abbia concluso,cioè il camice bianco già ce l'ha,la laurea non lo so, certo è che lavora qui.

    beh sicuramente abbiamo seguito qualche lezione assieme...si infatti..ecco questo tuo.ah ciao grazie...grazie a te..

    il giorno praticamente ero fuggita via dall'imbarazzo, anche perchè il tipo aveva chiaramente capito che io non mi ricordavo affatto di lui, invidiavo il suo camicie bianco tutt'al più.

    faccio le scale pensando a questo qui (dopo aver seguito le istruzioni)finchè non arrivo alla porta di casa.

    il bello di quando apro la porta è trovarti a tuo agio in un andito buio ma familiare e sentirti talmente a casa che non accendi la luce.arrivo in salotto, sembra tutto in ordine,ma guarda un pò non ci sono neanche i pesetti che babbo lascia tutte le mattine vicino al televisore dopo che fa ginnastica.

    televisore.Rai2.oroscopo.azz saturno nel segno per ora.

    cucina.faccio il caffè, apro l'anta del mobile, ed eccola li la tazzina verde col disegno di una faccia con 2 occhi stralunati, capace di indignarmi i 2 secondi in cui la vedo. finchè non prendo la tazzina bianca e chiudo lo sportellino dimenticandomi di lei. fino alla mattina successiva. non devo essere l'unica poi a sentirmi indisposta da questa tazzina,dato che dalla prima volta che l'ho vista (indisponendomi) non ha cambiato posizione, è sempre li con la faccia rovesciata, insomma nessuno la usa o la vuole,e neanche l'ha mai toccata. tutti preferiamo le tazzine bianche effetto 'espresso al bar'.fa sentire ben disposti.

    camera.si vede che c'era mia sorella la settimana scorsa, tutto è ordinatissimo. anche questo è bello.

    ciò che è meno bello è il citofono che inizia a suonare.ma almeno ho le cuffie e l'mp3.

    domenica e abbracci

     

    l'abbraccio nel buio 

     

    oggi è domenica, e io per questo giorno della settimana no ho mai capito cosa provassi, caso mai sia possibile provare qualcosa per questa entità di 24 ore che viene dopo il sabato(bello) e prima del lunedì(ansia).so però a cosa mi fa pensare la domenica mattina, perchè uno apre gli occhi e sa che è domenica, non c'è niente da fare, non puoi scambiarlo per un altro giorno. la domenica è la domenica.

    quindi io mi alzo alla solita ora, anzi più tardi perchè gianlu non mi ha portato il caffè a letto tornando indietro perchè regolarmente si dimentica lo zucchero. no, stamattina non  succede. succede che mi sveglio e son le 10.30 e ho un casino di cose da fare:

    entrare in cucina, cercare il caffè, trovare mio babbo in camera e dargli l'abbraccio del buongiorno mentre curiosa su internet.

    entrare in camera da mia mamma e abbracciare anche lei mentre mi fa vedere un paio di pantaloni nuovi.

    entrare in soggiorno e trovare gianlu spaparanzato sul divano e volergli dire 'gianlu perchè non mi hai portato il caffè' e invece specchiarsi dentro i suoi occhi oscuri ed  è lui ad abbracciarmi per primo e io penso che non mi muoverei da quella presa tutto il giorno.

    poi studiare questi simpaticoni di acidi nucleici ed essere interrotta da tua sorella che ti chiama, darle un bacio e qualche colpo per farla scendere dal letto. e anche lei ti abbraccia e tu ricambi e pensi a cosa sarà questa settimana che vai via senza di lei.

    e che hai una valigia da preparare e sai che dentro non metterai le stesse cose di sempre, e anche tu che parti non sei la stessa.

    e poi pensare, ognitanto, a intermittenza.

    pensare che hai passato due belle serate, serate importanti, con delle persone meravigliose che ti riempiono di attenzioni e tu magari non lo vuoi ma apprezzerai tutti questi gesti tra non molto.

    che sei andata al cinema a vedere un film che non ne vale, ma hai riso uguale perchè luca argentero è bellissimo da vedere comunque, anche se il film non è 'saturno contro'

    e sederti affianco a una persona meravigliosa che sa prendersi cura di te anche ora, come una presenza che rimane al suo posto ma anche immutevole nel tempo e nei modi, e tu e lui sapete stare fermi e in silenzio nel buio anche se si conosce ogni centimentro l'uno dell'altro e tu capisci come quello che finisce sia davvero una cosa bellissima che sfuma lasciando qualcosa di incolmabile, 6 anni di amore davvero, e io non so cosa sarà dopodomani e cosa ci sarà dopo ancora, ma so cosa c'è stato di bellissimo mentre quello che c'è ora piano piano si accetta, si accetta insieme anche questo, e tu mi abbracci mentre piango come una bambina, e la tua tenerezza mi fa sentire per l'ennesima volta al sicuro anche in tutto questo casino. che viviamo con consapevolezza, con affetto, con dolore, con paura.

    ecco volevo scrivere un post futile sulla domenica anni '80 col supertelegattone in tv, ma  lo farò un'altra volta, ha inevitabilmente preso un'altra piega.

    buona domenica e buoni abbracci,spero per voi come quelli che ho sentito io in questi giorni.

    le tue parole ieri

     
     
    E ti ritrovi senza amore
    così tu scopri finalmente che cosa sei
    ti confronti col dolore
    prendi coscienza del coraggio che tu non hai
    ma poi
    sulle ali di un pensiero
    indefinito tu
    tu ti senti più leggero
    così incominci a respirare
    e a muoverti e a danzare
    e guardi avanti

    Un desiderio,lo vedi già nei suoi occhi
    un desiderio dentro al quale tu ti specchi
    e riprende la vita dentro te
    e l'incubo a un tratto più non c'è
    e le cose diventan tutte nuove
    Lo sai che ormai tu avrai
    il mondo intero in una mano
    che aprire non vorrai
    lo so lo so tu sei l'ultima donna che amo
    e che io amerò

    E quando arriva un dispiacere
    ti ritrovi in fondo al mare e vuoi uscire fuori
    nuoti in su per risalire guardi la luce in superficie
    non ce la fai

    Ma poi,sulle ali di un pensiero
    irrazionale tu
    vedi tutto meno nero
    così incominci a respirare
    e a muoverti e a danzare
    e guardi avanti

    Un desiderio,lo vedi già nei suoi occhi
    un desiderio dentro al quale tu ti specchi
    e riprende la vita dentro te
    e l'incubo a un tratto più non c'è.
    Lo sai che ormai tu avrai
    il mondo intero in una mano
    che aprire non vorrai
    lo so lo so tu sei l'ultima donna che amo
    e che io amerò.
     
     
     Da cartolina!

    celentano-ritorno

     

    adriano me ne ritorni con questa canzone

    quando anche ieri aveva le tue parole

    cos' è, ti sei fermato qui a guardare?

    mannaggia a te

     

    bentornato

     

    adriano

    assenze

     

    PARIGI113

     

    incolmabile l'assenza

    inspiegabile l'essenza

    del tuo sguardo in mezzo al resto

    a sfiorarmi come un vento

    che conosco solo in te

     

    insensibile presenza

    le tue labbra sul cuscino

    a intestardire un pianto

    più forte in un momento

     

    insensata la mancanza

    dei tuoi occhi sul mio viso

    a ricordare il tuo profilo

    mentre stringi il mio vestito

     

    incolmabile l'assenza

    che comporta l'insistenza

    del pensiero ancora appeso

    di te

     

     

    vado, ciao a tutti...

     

    beh io vado, ciao a tutti. è stato bello conoscervi, davvero, tutti quanti, e son stata bene. ma come si dice, si sente dentro qualcosa che chiama, un giorno così, un giorno che non ti aspetti. il giorno che diventa tutto più chiaro e tu non puoi far altro che seguirlo. ed ecco a me è successo, e son pronta a lasciare tutto, cioè il pc portatile già me lo porto dietro, magari il mio wire-less prende comunque, chi lo sa, io ho sempre fiducia, anche nelle cose incredibili. so che non mi servirà altro, l'importante è che lui sia con me, e so che soddisferà tutti i miei bisogni, quindi non preoccupatevi per me, io starò bene, e spero anche voi, anzi mi raccomando, e questo a tutti, asoltatevi, ascoltatevi sempre, ascoltate quello che siete. io l'ho fatto e ho capito che devo seguirlo.

    ah ecco, mi ha appena citofonato, scusate vado, non voglio far attendere il principe Howl inutilmente.

    ah Buon Natale a tutti se non ci sentiamo prima, ora mi affretto, quando l'amore chiama chiama davvero.

    ed è sconsigliato farLO aspettare.

    howl1

     

    solo voi

     

        vento

     

    e adesso che sei sola

    vediamo cosa fai

    tu vuoi che lei torni a casa

    ti abbracci nel silenzio,

    sei stanca di parole

    che cercano un lamento

     

    lo sai che lei può farlo

    restare e non fermarsi

    sostare al tuo bisogno

    dormire con te in sogno,

    cosa c'è oltre il disegno

    cosa c'è che non vedi ancora.

     

    lo sa cosa vuoi ora.

     

    guardarti e non cercare

    parlarti e non supporre

    lo sai che lei vorrebbe

    lo sai che lei capisce.

    vuoi solo una finestra

    e fuori tutto il resto

    da chiudere al bisogno

    da aprire nel momento

    una luce a rischiarare

    l'oscuro all'imbrunire

    un pigiama ad insegnare

    le lacrime ed un film.

     

    rimane almeno lui

    rimane qui con me

    un letto accanto al tuo

    un sorriso uguale al mio

    osserva serio e vero

    lo sguardo senza il dubbio

    che diventa già perdono

    la sua mano

     forte e grande 

    accarezza i miei capelli

    a sciogliere nel tempo

    i miei pensieri più belli

     

    e io non ho bisogno

    non tengo a nessun altro

    mi tengo i vostri gesti

    a compensare i miei silenzi.

     

    sperando qui per noi.

    sperando che sia bello,

    sia bello anche domani

    e domani il suo domani

    e domani

    domani.

    needs

     

    arancione

     

    voglio le mie piante (e non le tue foglie)

    voglio il mio arancione (tu viviti il tuo verde)

    non voglio i tuoi contesti (non sono un soprammobile)

    non voglio capire ( voglio solo provare)

    voglio le mie cose (e solo per me)

    non voglio i tuoi amici ( ho i miei e  non mi serve altro)

    voglio stare sola ( non m'interessa il resto)

    voglio cose che nascono (e  non costruite)

    voglio una sigaretta

    e solo con Marco e Paola

    voglio noi tre

    che siamo vicini

    a prescindere da un fuoco acceso.

    io amo lei - diaframma

    Io amo lei, non la realta' che le sta intorno.
    Io amo lei, non gli altri uomini che ha avuto
    dimentichiamoci il passato, che poi, tanto non lo saprei mai.

    Io amo lei l' intensita' del suo sorriso
    io amo lei splendore e forza nel suo viso
    l' intensita' del suo sorriso.

    Per lei, vivo solo per lei
    per lei, io, pazzo solo per lei.

    Dentro di me c'e' un'isola dove non ho mai sonno
    e dove vado, senza provare alcun dolore
    vieni a vederla questa notte con me!

    Io amo lei, l'intensita' di questi giorni
    Io amo lei, folle speranza che non torni
    a dare luce a questi giorni.

    Per lei, vivo solo per lei,
    per lei, io pazzo solo per lei.

    Io amo lei, non la realta' che le sta' intorno.
    Io,io,io amo lei, non gli altri uomini che ha avuto
    per dare un senso al suo passato
    perche' dovrei?
    Se amo lei, e non mi importa piu' del resto
    se amore e' qualcosa e voglio darne conto solo a me stesso.

    Per lei.

    stamane

     

           vento van gogh

     

    città nuova

    è uno specchio

    silenzioso di Nuoro.

    ne possiede

     il freddo che temi,

    il vento che tradisce,

    il sole che ti sfiora.

    ti fa camminare cercando qualcosa

    leggera

    su una strada bianca

    alta

    su tutto il resto

    intoccabile

    da ciò che non hai dentro.

    con un sole che sfiora,

    un vento in attesa,

    il freddo di Nuoro che temi.

    e tu guardi attorno

    e non lo sanno che stai cercando

    cose prima impossibili

    e ora interminabili.

    sfoglie

              

         sfoglie

     

    a cosa serve chiedersi cosa sarà

    qual'è la meta finale di un viaggio

    assistiamo soltanto alle cose che muoiono e nascono da quello che siamo:

    a volte protagonisti,

    a volte spettatori,

    a volte comparse in un film che non è il nostro.

    a volte a una finestra,

    a volte nel tuo letto.

    a volte a un funerale,

    a volte ad una festa.

    un pò in nero

    e un pò a colori.

     

    dove finisce ciò che vai via dentro di me

    si può fermare sotto un bicchiere

    custode del tempo

    mentre disseto tutto il resto

     

    dove si scelgono le stelle di ognuno

    e dove diventano collana con altre

     

    si assiste in attesa constante

    come in  preghiera

    alle cose e al loro avvenire

    e al loro restare

    e al loro sparire

    oggi

                                                                                                                                              
                                                                                                                -dedicato a un pensiero
     
    questa canzone ha un senso speciale che si avverte solo ascoltata e non letta.
    metto comunque il testo, perchè ne vale anche senza la musica 
     
    Non è l'amore, né la poesia
    che dà l'impulso qui, nell'anima
    forse è il colore si, di questi occhi tuoi
    che trafiggono il blu le incertezze e poi
    le illusioni che, teniamo giù dentro di noi.
    No, non è un cielo di nostalgia
    che offusca il sole in te, vulnerabile
    disarmato si, e fragile
    perchè, hai bisogno di me una volta in più
    non lo ammetti mai o non lo vuoi spiegare tu
    No, non è un gioco della fantasia
    che ti ha portato qui, domenica
    Diventa musica, la solitudine
    Oh no
    E disperdo nel blu l'inquietudine
    le parole che non sento più dentro di noi
    Per dire di no
    Per dire vai via
    Per dire dai resta qui
    Va bene così
    Per dire di no
    Per dire vai via
    Per dire dai resta qui
    Va bene così.
    Non è l'amore mai, nè la poesia
    che dà impulso qui nell'anima

    Per dire di no- Alexia
     
     
     
    mare d'inverno
     

    IO E I CONIGLI BIANCHI

     

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    Proprio mia sorella questo pomeriggio mi ha fatto riflettere su una cosa (il discorso non so perchè si riallaccia a quello sulle cose futili di qualche giorno fa): il mio rapporto con i conigli BIANCHI.

    tu hai un rapporto strano con i conigli bianchi

    perchè?

    mah non lo so dal giorno che ne hai messo sotto uno con la macchina...sai qualche settimana fa..

    si si ho in mente, non c'è bisogno di ricordarmelo. e lo sai che non è colpa mia, era buio ed era fermo in mezzo alla strada...

    e tu eri a 130...

    si vaboh cosa dovevo fare uscire fuori strada?

    si è sentito anche il tonfo mi ha detto tom...mamma mia...

    si vaboh, tom ha anche iniziato a parlarmi del coniglio bianco del Gennargentu, che si stava estinguendo, tipo che ne erano rimasti 2 o 3 esemplari..giusto per farmi sentire più in colpa...

    ahahah.ASSASSINA!

    UFF...

    ecco adesso invece pensa alle calze coi coniglietti attaccati che ti ho regalato a Natale...

    si ho in mente anche quelle.

    ah si? ma io ho in mente anche che l'altro giorno ne hai staccato uno!

    non è vero, si è staccato, non l'ho staccato io

    dici?e perchè allora non si sono staccati tutt'e due?

    ma che ne so...boh.

    secondo me il tuo inconscio ha voluto punirlo, tu quelle calze fondamentalmente non le hai mai sopportate.

    non è vero. e le uso sempre quando ho freddo.

    si si bla bla bla. comunque ho messo il coniglietto staccato dentro il tuo astuccio, così caso mai ti dimenticassi di quello che hai fatto..

    grazie.

    per tutt'e due i conigli intendo.

    grazie due volte.

    ah e ti ricordi il sogno che hai fatto l'altro giorno?quello del secchio d'acqua dove affogava un gattino bianco, che poi mi hai detto che come l'hai tirato fuori per salvarlo non sai bene se era un gattino o un cagnolino..

    si.e quindi?

    ecco secondo me era un coniglietto bianco, solo che tu anche nel sonno inconsciamente hai rifiutato l'idea che lo fosse.

    ah ecco. non ci avevo pensato. quel sogno poi mi ha anche turbato un casino.

    sarà l'anima del coniglietto bianco che hai investito in superstrada venuta a farti visita...

    BASTA!

    comunque potrebbe essere che tutto si riconduce alla tua infanzia come succede spesso. io ad esempio mi ricordo che a te il Bianconiglio di 'Alice nel paese delle meraviglie' stava terribilmente sul cazzo. andavi pazza invece per lo Stregatto.

    HUM. sarà per quello allora. senti, stanotte ho sognato che avevo un maialino e cadeva dal balcone. che vorrà dire?

     

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    immaginare

    che fai
    soltanto sogni belli
    dove noi siamo felici
    e non moriamo mai

    analizzando

    secondo me LA MATTINA PENSO A TROPPE COSE.

    IL POSTINO SUONA QUASI SEMPRE DUE VOLTE

     

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    ho deciso che da stamattina, se mentre studio mi viene in mente qualcos'altro, devo impegnarmi a pensare cose futili, perchè queste come è facile capire, comportano un dissipamento d energia inferiore rispetto a cose più importanti. così magari inizio a pranzare come si deve e magari mi viene anche fame verso l'ora di cena. e magari inizio ad avere un sonno meno sballato. e magari arrivo a pensare ad una cosa talmente futile che me ne vergognerò e applicando il principio di Le Chatelier compenserò questa enorme futilità facendo la cosa più intelligente e producente di tutte e cioè studiare. poi magari domani mi sveglio e son laureata chi lo sa, nella vita ne possono succedere di cose.

    in realtà ho iniziato a pensare cose futili e poco producenti già mentre prendevo il caffè, stimolata dal suono del citofono: chi è?/ la posta, mi apre grazie...e ho iniziato a riflettere su questo fenomeno reale (ma futile rispetto ad altri) che si sta verificando a casa mia in particolare di mattina, e oltretutto sussiste, in una sorta di parallelismo, anche a Sassari: SE DEVONO ROMPERE LE SCATOLE DECIDONO SEMPRE DI CITOFANARE A CASA NOSTRA.

    ora, poichè c'è una differenza fondamentale di collocazione del nostro cognome nelle due abitazioni (abitiamo in piani diversi insomma) mi viene da pensare che il discorso vada ben oltre il semplice ed ovvio interrogativo PERCHè PIGIANO IL NOSTRO COGNOME E NON QUELLO DI SOTTO O SOPRA. oltretutto c' è da precisare che la mattina a volte non ci siamo, o semplicemente se sto dormendo sento il citofono ma me ne fotto e non mi alzo. e allora perchè il postino ogni mattina suona a casa puntuale alle 9:20 circa? considerando che spesso non trova nessuno e quindi deve citofonare ad un altro, perchè non suona direttamente a QUESTO ALTRO ma se la tenta sempre a casa? è perchè IL POSTINO SUONA SEMPRE 2 VOLTE, o se può farlo è più contento?

    e a Sassari? a Sassari non fa differenza tra la mattina e la sera, citofonano e basta per farsi aprire e andare nello studio medico affianco a casa  o dalla polinvestigativa, sempre affianco a casa. però hanno la scusa che il nostro è il primo citofono partendo dal basso e quindi può venire naturale pigiare proprio il nostro. questa dello studio medico poi ha un casino di pazienti, coì tanti che abbiamo dovuto cambiare più volte l'etichetta del nostro cognome perchè sbiadiva o si staccava. ma poi sta qui ha un suo citofono, sicuramente suonano prima da lei, lei non risponde e suonano da noi. ma dico se lei non ti risponde sarà perchè lo studio medico è chiuso, e tu paziente dovresti sapere a che ora trovarla, o vai dal medico a caso a perdere tempo?e se lei non ti apre, perchè dovrei farlo io?poi a Sassari è anche meno probabile che rispondendo al citofono succeda qualcosa di carino, tipo l'altro giorno a Nuoro che signor Pxxxxxx mi ha citofonato per dirmi di aver messo una sua poesia su Montanaru nella cassetta delle lettere per farmela leggere. per tutta questa serie di motivi quando sono a Sassari semplicemente non rispondo.

    siccome però sono una pragmatica, come spesso mi dice mio babbo per scaricarmi il pensiero di trovare soluzioni, anche questa volta ho pensato a come potrei risolvere la cosa:

    1. poichè ho notato che non c'è cosa che impressioni e convinca di più la persona che hai davanti dell'illustrare le tue tesi estemporaneizzandone un diagramma, potrei affiggere un avviso sul portone ove avrò inserito il dagramma che descrive l'andamento ( praticamente esponenziale) di questo fenomeno in un certo lasso di tempo, ad esempio 2 mesi, e come influenzi una data variabile X che corrisponde alla sommatoria di: IL MIO STATO MENTALE-LE MIE ORE DI SONNO-IL MIO RITARDO NEGLI STUDI. è probabile che il postino non sia proprio prof. Micera e non ne capisca esattamente il significato..potrebbe però comunque impressionarsene e decidere di bersagliare qualcun altro.

    2.non la scrivo e la smetto perchè mi son appena accorta che questo è il post più lungo che ho scritto e su una cosa che AMMETTO DI RITENERE FUTILE, per giunta.

    aspetto che discenda su di me lo spirito di Le Chatelier e chiudo.

    le cose invisibili

     
    arriverà un giorno che non ti aspetti
    quell'emozione che non volevi
    una canzone che completa davvero.
    eppure il tuo soffitto sarà lo stesso.
     
    e anche le tue scarpe.
     
    e anche le tue mani.
     
    e forse anch'io.
     
     
    mare d'inverno